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Napoli, 11 Maggio 2009

PIZZA, FATTURATO IN CRESCITA MA FILIERA
A RISCHIO
 
Un giro d´affari che comprende 25 mila pizzerie e 120 mila posti di lavoro, ma che potrebbe essere messo in discussione dall´invasione di prodotti non italiani impiegati per preparare il piatto italiano più famoso al mondo. Secondo la Coldiretti, infatti, il 50% della farina di grano tenero impiegata per la pizza è importata, la metà delle bottiglie di olio di oliva consumate viene dall´estero, la metà delle mozzarelle non è a denominazione di origine e sono prodotte con latte o cagliate straniere. Il 20% del pomodoro venduto in scatola e utilizzato per le pizze, infine, è di provenienza cinese. Un mix di elementi che - si sostiene la Coldiretti- rischia di far perdere definitivamente lo storico legame con il territorio di provenienza della pizza che è nata a Napoli a metà del 1700. Le materie prime utilizzate per quello che viene definito un `vessillo nazionalè a tavola, dunque, sono spesso di dubbia provenienza mettendo anche a repentaglio la salute dei consumatori. Senza sistemi di controllo - ha detto il presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini - oggi la metà degli ingredienti è rappresentata da materie prime estere. Il nostro scopo è interrompere questa fase che costituisce un danno per i produttori e per i consumatori perché ingredienti di scarsa qualità sono, a volte, anche dannosi per la salute. I dubbi saranno fugati dalla prima pizza firmata dagli agricoltori che garantirà l´origine nazionale di tutti gli ingredienti utilizzati oltre al rispetto del disciplinare per la pizza napoletana Stg (Specialità tradizione garantita) in corso di riconoscimento da parte dell´Unione Europea che prevede, oltre a pomodoro, mozzarella di bufala Dop o mozzarella Stg, olio extravergine d´oliva e basilico, un diametro non superiore ai 35 centimetri, il bordo rialzato tra 1 e 2 centimetri e una consistenza insieme morbida, elastica e facilmente piegabile a "libretto".  L´auspicio è che - nel lontano 1889, il pizzaiolo Raffaele Esposito dedicò la `Margherità alla regina di Savoia - la pizza continui a riscuotere successi e a cercare imitatori. Secondo un sondaggio on line della Società Dante Alighieri, pizza è la parola italiana più conosciuta all´estero con l´8% seguita dal cappuccino (7%), dagli spaghetti (7%) e dall´espresso (6%). In una recente ricerca Doxa, inoltre, si evidenzia che quando si tratta di scegliere qualcosa di "gustoso" per la pausa pranzo, il 29% degli italiani predilige pasta e il 26% la pizza.

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