RAPPORTO UNASCO SULL'OLIVICOLTURA ITALIANA: RASSEGNA STAMPA RAPPORTO UNASCO SULL´OLIVICOLTURA ITALIANA: RASSEGNA STAMPA ALIMENTARE: OLIO;UNASCO, 350 VARIETÀ PUNTO FORZA MADE ITALY (ANSA) - ROMA, 9 MAR - Solo il Made in Italy consente di cambiare varietà di olio ogni giorno in un anno, spaziando tra le oltre 350 cultivar del territorio. «Una biodiversità da esaltare come strategia commerciale di fronte all´attacco concorrenziale di Paesi esteri, a partire dalla Spagna che ha solo 14 cultivar», afferma l´associazione Organizzazioni produttori olivicoli Unasco che venerdì 16 presenterà un monitoraggio del patrimonio olivicolo nazionale nel ´ Rapporto sull´olivicoltura italiana tracciabilità, qualità e compatibilità ambientale fattori nuovi e tradizionali per la riorganizzazione della filiera e la tutela del consumatore«. Nell´incontro verrà inoltre presentato il ´Programma di attività nazionalè i cui interventi riguardano i produttori agricoli localizzati nelle principali regioni italiane a vocazione oleicola. Le Regioni interessate sono: Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia,Basilicata, Sicilia, Calabria. »Un´occasione per ribadire l´importanza strategica di compatezza della filiera - sottolinea il presidente Elia Fiorillo - e per promuore il sistema Unasco che valorizza le tipicità locali garantendo sicurezza ai consumatori attraverso un sistema di rintracciabilità del prodotto, dai trattamenti in campo fino agli imballaggi primari del confezionamento«. OLIO: UNAPROL, ´ERCOLE OLIVARIÒ TESTIMONIA CRESCITA IMPRESE (ANSA) - ROMA, 15 MAR - «C´è un fermento positivo nell´olivicoltura italiana: sempre più aziende nel settore dell´olio extravergine di oliva raggiungono il mercato con una straordinaria voglia di impresa in risposta alla crescente domanda di olio di qualità dei consumatori che nel 20% dei casi acquistano oli Dop, Igp e biologici di precisa tracciabilità e identità». Lo ha detto il direttore di Unaprol, Ranieri Filo della Torre, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della 15/ma edizione del premio Ercole Olivario che si terrà a Spoleto dal 20 al 24 marzo, con la Regione Umbria per la prima volta partner ufficiale della competizione tra 315 oli provenienti da 16 regioni. «Un numero crescente di adesioni - ha aggiunto Filo della Torre - a testimonianza di un nuovo protagonismo dei nostri imprenditori ad una manifestazione antesignana che sta divenendo la fedele interprete di un mercato giovane e vivace nonchè della ferma volontà degli imprenditori olivicoli italiani di offrire al consumatore mondiale un prodotto di eccellenza unica. Produttori che intendono supportare i legislatori nello sforzo di valorizzazione del Made in Italy con un autorevole tavolo di filierà». Una coesione di filiera tra produttori, frantoiani e commercianti «utile - a giudizio del presidente di Unasco Elia Fiorillo - a far seriamente lobby a livello comunitario sulla battaglia per il riconoscimento dell´origine del prodotto». Piena adesione al concorso Ercole Olivario giunge da Unioncamere che ha selezionato gli oli finalisti tramite 16 unioni regionali di territori a forte vocazione olivicola che certificano 21 oli Dop delle 37 italiane (sono 84 le Dop olivicole nell´Unione Europea). «Il sistema camerale ha a cuore il sistema di certificazione - ha sottolienato il vicepresidente vicario di Unioncamere Pietro Faralli - strumento strategico per accompagnare le Pmi a maggiore incisività nei mercati di esteri. Spingendo sul sistema di certificazione di Dop e Igp, punto di forza del Made in Italy, il sistema camerale punta ad aggregare il sistema imprese, anche attraverso iniziative come l´Ercole Olivario che porta alla ribalta l´eccellenza e gli investimenti dei piccoli produttori. Concorso che sposando quest´anno olio di qualità alla ristorazione tipica spinge alla promozione integrata dei territori, core business delle Cciaa italiane e mercato ad alta potenzialità che già attrae almeno 10 milioni di turisti appassionati di cibo, vino e tipicità agroalientari» Tra le nuove tendenze del settore olivicolo, secondo il monitoraggio Unaprol, il fatto che molti produttori sono divenuti anche frantoiani per assicurare la qualità anche in questa fase essenziale del processo di filiera; le confezioni sempre più attraenti, curate, e le informazioni sulla qualità e le proprietà organolettiche e sensoriali. Attenzione alla fase frantoiana e packaging che troveranno espressione in premi ad hoc che verranno consegnati sabato 24 al teatro Caio Melisso in una cerimonia presieduta dal presidente della camera di commercio di Perugia Alviero Moretti. MON 15-MAR-07 15:04 NNN UE: OLIO; UNASCO, ITALIA IN DECLINO SE NON VINCE SU ORIGINE (ANSA) - ROMA, 16 MAR - L´Italia sarà «un Paese in declino se non vincerà la battaglia sull´indicazione dell´origine nelle etichette dell´olio extravergine. Serve una sana lobby e una presenza costante a Bruxelles per intervenire con maggiore incisività sui processi decisionali in ambito europeo. Lo ha detto il presidente di Unasco, Elia Fiorillo. »Purtroppo - ha continuato Fiorillo - finora ci siamo concentrati troppo sul territorio italiano, anche con lodevoli iniziative di raccolta firme per la trasparenza della provenienza, ma l´Italia non è riuscita a far da traino nel dibattito comunitario con gli altri Paesi a vocazione olivicola«. Sollecitando »un piano di settore per programmare un futuro all´olivicoltura italiana«, il presidente di Unasco ha sottolineato il patrimonio di 350 varietà di ulivi detenuto in esclusiva dall´Italia con grande scarto rispetto a Paesi concorrenti, quali la Spagna che ha solo 14 cultivar. »Una diversità che va esaltata come strategia commerciale - ha detto infine Fiorillo - ma anche nelle informazioni ai consumatori che richiedono, in tutto il mondo, sempre più olio di alta qualità«. ALIMENTARE: UNASCO, EXPORT OLIO PIÙ FORTE CON UNA SOLA IGT (ANSA) - ROMA, 21 MAR - Facilitare la riconoscibilità dell´olio Made in Italy sui mercati internazionale con un unico marchio di territorio Igt (indicazione geografica territoriale) che certifichi la provenienza e la qualità italiana. Un marchio forte, italiano al 100%, che verrà proposto dal Consorzio di tutela olio extravergine, con la partecipazione di Unasco e dell´azienda Monini, al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro per una successiva formalizzazione a Bruxelles. «Stiamo tentando di far svoltare l´olivicoltura italiana - afferma il presidente di Unasco Elia Fiorillo - per competere sul mercato globalizzato dove le nostre armi sono la qualità, la forza del marchio Made in Italy e l´alta professionalità dei produttori. Non vogliamo penalizzare le Dop che sono un valore per il nostro Paese ma abbiamo oggi la necessità - continua Fiorillo - di legare maggiormente il territorio alla produzione per rendere più competitiva l´internazionalizzazione delle imprese con un´unica Igp e più sinergia di filiera. Se non si valorizza così l´unicità del territorio italiano - ammonisce il presidente Unasco - si rischia di fare come i nobili blasonati che dicono di avere sangue blu ma poi devono vivore negli scantinati». «C´è la volontà di distinguere il vero Made in Italy - afferma il presidente della Monini Spa Zefferino Monini - dalle tante imitazioni che circolano all´estero. Bisogna pertanto fare una categoria di prodotto - sottolinea il produttore umbro - che tipicizzi la geografia di provenienza del prodotto alimentare. Sui mercati internazionali ci sono infatti maglie troppo larghe per l´agropirateria e per l´olio italiano non certificato che tenta di concorrere non sulla qualità ma sul prezzo». OLIO: UNASCO, IN CALABRIA EXPLOIT PRODUTTIVO DI EXTRAVERGINE (ANSA) - ROMA, 21 MAR - Un´olivicolura estremamente produttiva e sempre più attenta a garantire qualità, tracciabilità dei prodotti oleari e riduzione dell´impatto ambientale. Così appare il comparto oleario della Calabria, secondo lo studio previsionale della produzione delle olive da olio dell´ultima raccolta presentato oggi a Roma da Unasco. Al vertice per quantità di olive prodotte, precisa Vincenzo Marano dell´ufficio agronomico Unasco, c´è la provincia di Reggio Calabria dove le piante sono mediamente tenute alte e risultano molto produttive. Le aziende agricole campionate sono 296 nelle provincia di Reggio Calabria, 46 in quella di Vibo Valentia, 100 in provincia di Consenza, 164 a Catanzaro e 64 a Crotone. Ottime performance produttive sono registrate anche nelle province di Catanzaro e Cosenza e in Puglia, nella provincia di Taranto. Il rapporto sull´olivicoltura italiana è uno studio su rilevazioni condotte in campo in 2.837 aziende agricole nei mesi di settembre-ottobre 2006, tramite tecnici professionisti di 20 organizzazioni produttive in Umbria, Toscana, Marche, Lazio, Molise, Sardegna, Abruzzo, Campania, Calabria, Puglia, Emilia Romagna, Sicilia e Basilicata. Un monitoraggio che completa il programma di Tracciabilità Uansco che, tramite ´patti di filierà, impegna gli olivicoltori coinvolti a garantire la riduzione dell´impatto ambientale. OLIO: UNASCO,NEL CILENTO TANTE OLIVE MA MENO PRODUZIONE OLIO (ANSA) - ROMA, 21 MAR - Un´olivicoltura produttiva e sempre più attenta a garantire qualità, tracciabilità dei prodotti oleari e riduzione dell´impatto ambientale. Così appare il comparto oleario della Campania, secondo lo studio previsionale della produzione delle olive da olio dell´ultima raccolta presentato oggi a Roma da Unasco. Al vertice per quantità di olive prodotte, precisa Vincenzo Marano dell´ufficio agronomico Unasco, c´è la provincia di Salerno dove le aziende agricole campionate sono state 209. L´indagine Unasco ha interessato anche 29 produttori del beneventano. «Ma aree molto vocate come la provincia di Salerno - continua il ricercatore Unasco - hanno avuto una buona di produzione di olive e una flessione della produzione di olio per gli attacchi della mosca olearia. L´andamento climatico non ha infatti aiutato, in alcuni casi, l´olivicoltura e molte aziende hanno così scelto di non raccogliere le olive». Il rapporto sull´olivicoltura italiana è uno studio su rilevazioni condotte in campo in 2.837 aziende agricole nei mesi di settembre-ottobre 2006, tramite tecnici professionisti di 20 organizzazioni produttive in Umbria, Toscana, Marche, Lazio, Molise, Sardegna, Abruzzo, Campania, Calabria, Puglia, Emilia Romagna, Sicilia e Basilicata. Un monitoraggio che completa il programma di Tracciabilità Unasco che, tramite ´patti di filierà, impegna gli olivicoltori coinvolti a garantire la riduzione dell´impatto ambientale. OLIO: UNASCO, IN CALABRIA EXPLOIT PRODUTTIVO DI EXTRAVERGINE (ANSA) - ROMA, 21 MAR - Un´olivicoltura estremamente produttiva e sempre più attenta a garantire qualità, tracciabilità dei prodotti oleari e riduzione dell´impatto ambientale. Così appare il comparto oleario della Calabria, secondo lo studio previsionale della produzione delle olive da olio dell´ultima raccolta presentato oggi a Roma da Unasco. Al vertice per quantità di olive prodotte, precisa Vincenzo Marano dell´ufficio agronomico Unasco, c´è la provincia di Reggio Calabria dove le piante sono mediamente tenute alte e risultano molto produttive. Le aziende agricole campionate sono 296 nelle provincia di Reggio Calabria, 46 in quella di Vibo Valentia, 100 in provincia di Consenza, 164 a Catanzaro e 64 a Crotone. Ottime performance produttive sono registrate anche nelle province di Catanzaro e Cosenza e in Puglia, nella provincia di Taranto. Il rapporto sull´olivicoltura italiana è uno studio su rilevazioni condotte in campo in 2.837 aziende agricole nei mesi di settembre-ottobre 2006, tramite tecnici professionisti di 20 organizzazioni produttive in Umbria, Toscana, Marche, Lazio, Molise, Sardegna, Abruzzo, Campania, Calabria, Puglia, Emilia Romagna, Sicilia e Basilicata. Un monitoraggio che completa il programma di Tracciabilità Uansco che, tramite ´patti di filierà, impegna gli olivicoltori coinvolti a garantire la riduzione dell´impatto ambientale. |